CuoioVivo

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Raccontiamoci - Il nostro cuoio

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La nostra passione per il cuoio la conoscete bene, ma ancora non vi abbiamo raccontato da dove proviene e cosa si cela dietro la straordinaria materia prima che lavoriamo ogni giorno. 

Tutto il cuoio che utilizziamo proviene dalle Concerie Volpi di Ponte a Egola, una frazione di San Miniato, comune che si trova nel cuore pulsante della Toscana e al centro del Comprensorio del Cuoio. Una terra dove questo materiale si vive quotidianamente e fa parte della cultura e della tradizione popolare. 

Il cuoio che acquistiamo è rigorosamente conciato al vegetale e certificato dal Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale, che garantisce un controllo rigoroso della qualità, della filiera e dell'origine della materia prima. Un'arte nobile quella della concia al vegetale, che rispetta tradizioni risalenti a Medioevo e Rinascimento e che consente ai Maestri Artigiani di trasformare la pelle grezza in pregiato cuoio. Un processo lento e prodigioso che combina i tannini vegetali estratti dalle piante con l'acqua del territorio, l'esperienza con la pazienza, e riesce a regalarci qualcosa di davvero unico.

Una materia prima di qualità dunque, da cui prendono forma tutte le nostre creazioni per garantirvi sempre un prodotto che vi possa accompagnare nel tempo, trasformandosi e diventando sempre più parte del vostro vissuto.

Luoghi - La cascata del Grigno

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In queste ultime settimane a fare da cornice alle nostre foto c'è stato un luogo familiare, già scenario di altri nostri scatti: la cascata del Grigno.

A pochi minuti di cammino dal paese, attorno a questa briglia alta dieci metri, si apre un'oasi di pace. Un luogo isolato immerso nella natura e nel suo silenzio, con il solo rumore dell'acqua a fare da sottofondo.

In realtà però questo scroscio d'acqua è solo il primo fra i tanti che costellano il percorso del Grigno, che si snoda per 23 chilometri, dalle pendici della Cima d'Asta al fiume Brenta. Seguendo lo scorrere delle acque si può infatti arrivare fino ad una cascata più interna, ultimo ostacolo prima del cosidetto "Bus del Diaol" o "Buco del Diavolo". Una forra spettacolare, alta anche 100 metri, che offre un percorso di canyoning non sempre percorribile e sicuramente non facile (clicca qui per vedere di cosa parliamo).

Un corso d'acqua che dunque nasconde molte sorprese, scenari affascinanti ed una natura pressoché immacolata. Un luogo tutto da scoprire.

 
 
 

Luoghi - La Calchera de Boro

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La bocca frontale del forno della "Calchera de  Boro"

La bocca frontale del forno della "Calchera de  Boro"

Cominciamo da oggi un racconto dei luoghi del nostro territorio, fonti di ispirazione per ogni nostra creazione e cornici insostituibili di tutte le fotografie con cui presentiamo i nostri prodotti. Un viaggio fra posti testimoni di un tempo andato e splendidi paesaggi naturalistici, alla scoperta delle nostre origini.

Lungo la strada che da Grigno porta in Selva, proprio ai margini della carreggiata, isolata da tutto e da tutti, si trova la "Calchera de Boro". Un rudere ristrutturato e trasformato in testimonianza di un mestiere antico, ormai scomparso da decenni. Realizzata nei primi del '900, questa struttura serviva alla produzione della calce, ottenuta attraverso la cottura della roccia calcarea. Un processo laborioso, che richiedeva un grande sforzo in termini di tempo e risorse, basti pensare che le rocce dovevano essere portate ad una temperatura di 800 gradi ed il fuoco doveva bruciare per giorni. Il forno poteva arrivare a funzionare anche per 6/8 giornate consecutive e necessitava di essere continuamente alimentato con fascine di 10 kg di legna ogni 3 minuti. Un lavoro intenso che poteva portare ad ottenere fino a 250 kg di calcare cotto. Veniva così prodotta la calce viva, base per la preparazione di malte per intonaci ed edilizia o per prodotti destinati all'agricoltura come il verderame.

 

Il forno della Calchera ed il rudere della struttura ad essa vicina

 

Ed è proprio vicino alla Calchera che si apre uno scenario suggestivo, protagonista delle nostre ultime foto. Un varco di rocce e muschio, che dopo le piogge, si anima di cascate e rivoli d'acqua. Un paesaggio affascinante e che sa regalare tranquillità, a pochi passi dalla strada. Ma forse bastano le immagini a descriverlo.