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Luoghi - La chiesa di S. Ulderico

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A dominare Grigno lungo la strada per Castello Tesino sorge uno degli edifici storici di Grigno: la chiesetta di Sant'Ulderico. Citata per la prima volta in una documentazione datata 1585, tradizionalmente si pensa che sia stata eretta attorno al X secolo, in seguito al passaggio di Ulderico, monaco che divenne in seguito vescovo di Augusta, in Germania.

Come si diceva, la chiesa viene nominata per la prima volta nel 1585 in uno scritto del Vescovo di Feltre Giacomo Rovellio, la cui diocesi esercitava la propria influenza su Grigno. L'edificio fu rimaneggiato ed ampliato molti decenni più tardi, fra il 1628 e il 1642 per essere poi impreziosita dalle pitture esterno solo nel 1814. Da allora la storia di questo luogo si caratterizza per gli innumerevoli danneggiamenti e le conseguenti ricostruzioni. Già nel 1824 furono necessari dai primi interventi di restauro in seguito ai danneggiamenti ad opera di truppe di passaggio, cosa che si ripeté in occasione della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. Venendo invece a giorni più vicini a noi, si ricordano i lavori di fine anni '70 ed inizio anni '80, nonché il più recente intervento sul campanile del 2000 ad opera degli Alpini di Grigno.

 
 

La chiesetta rappresenta un luogo di culto radicato nella tradizione e nella storia del nostro territorio. Un luogo tranquillo e caratteristico da cui si può godere anche di una vista unica sul nostro paese. Per questo lo abbiamo scelto come cornice per le foto dei nostri prodotti.

 

Luoghi - Laghetto della Bigonda

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È senza dubbio uno degli scenari che preferiamo per le nostre foto, un luogo facilmente raggiungibile ma isolato ed immerso nella natura. Stiamo parlando del laghetto della Bigonda.

Uno specchio d'acqua cristallina a pochi passi da Selva di Grigno, nel comune di Ospedaletto, circondato da boschi e da una natura rigogliosa. Un piccolo gioiello che collega la sua esistenza alla ben più nota "Grotta della Bigonda", un complesso scoperto nel 1952 e che ad oggi si sviluppa per più di 30 km.

Un luogo affascinante e tutto da scoprire per una giornata di relax, un pomeriggio nella natura o ancora grazie all'aiuto del Gruppo Grotte Selva, che nel periodo invernale offre anche la possibilità di esplorare la Bigonda.

 

Luoghi - Le Castelére

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Una delle tante rovine che si possono trovare sulle Castelère

Sopra Grigno, sull'altura che domina il paese, in un tempo ormai lontano si stagliava uno dei tanti castelli che costellano tutto il Trentino.

Tutto ebbe inizio con un Castelliere: una struttura difensiva fatta di mura di pietra e legno, con rudimentali torri di avvistamento che vegliavano sul territorio. Ad erigere la costruzione furono gli Euganei, un'antica popolazione dell'Italia settentrionale che si fermò in Valsugana dopo essere stata cacciata dal Veneto nel 1200 a.C.. La struttura venne poi presidiata dalle popolazioni locali, sempre a scopi difensivi. Sul dosso delle "Castelère" si stanziarono poi, nel 400 a.C., delle tribù celtiche che secondo alcuni potrebbero aver avuto un ruolo importante nell'attribuzione del nome alla nostra zona. Nello specifico, il nome del torrente che attraversa il paese potrebbe essere una derivazione della parola "Grimb" che in longobardo indica lo stridore dei denti, causato dall'aria fredda che sfocia dalla Gola del Murèlo. 

Fu però fra l'XI e il XII secolo che nacque, dalle rovine di questo castelliere, il Castello di Grigno. All'epoca fu una delle famiglie decanali appuntate dal ducato di Treviso ad imporsi come vassalli del Vescovo di Feltre: la "Grina fameglia". Questi furono successivamente spodestati dai de Castelnuovo-Caldonazzo, signori di Ivano. Il castello fu infine preso e diroccato da una colonna armata che Francesco Carrara, signore di Padova, inviò in Valsugana contro Biagio di Catelnuovo di Grigno. Era il 1365. Da testimonianze redatte trent'anni più tardi, emergeva come la struttura fosse ormai distrutta.

Da queste antiche memorie prendono il nome le Castelere. Il luogo che abbiamo scelto come scenario delle nostre ultime foto, testimone di tempi andati e su cui ancora oggi si trovano rovine di muri a secco e strutture delle grandi guerre.

 
 
 

Luoghi - La cascata del Grigno

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In queste ultime settimane a fare da cornice alle nostre foto c'è stato un luogo familiare, già scenario di altri nostri scatti: la cascata del Grigno.

A pochi minuti di cammino dal paese, attorno a questa briglia alta dieci metri, si apre un'oasi di pace. Un luogo isolato immerso nella natura e nel suo silenzio, con il solo rumore dell'acqua a fare da sottofondo.

In realtà però questo scroscio d'acqua è solo il primo fra i tanti che costellano il percorso del Grigno, che si snoda per 23 chilometri, dalle pendici della Cima d'Asta al fiume Brenta. Seguendo lo scorrere delle acque si può infatti arrivare fino ad una cascata più interna, ultimo ostacolo prima del cosidetto "Bus del Diaol" o "Buco del Diavolo". Una forra spettacolare, alta anche 100 metri, che offre un percorso di canyoning non sempre percorribile e sicuramente non facile (clicca qui per vedere di cosa parliamo).

Un corso d'acqua che dunque nasconde molte sorprese, scenari affascinanti ed una natura pressoché immacolata. Un luogo tutto da scoprire.

 
 
 

Luoghi - La Calchera de Boro

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 La bocca frontale del forno della "Calchera de  Boro"

La bocca frontale del forno della "Calchera de  Boro"

Cominciamo da oggi un racconto dei luoghi del nostro territorio, fonti di ispirazione per ogni nostra creazione e cornici insostituibili di tutte le fotografie con cui presentiamo i nostri prodotti. Un viaggio fra posti testimoni di un tempo andato e splendidi paesaggi naturalistici, alla scoperta delle nostre origini.

Lungo la strada che da Grigno porta in Selva, proprio ai margini della carreggiata, isolata da tutto e da tutti, si trova la "Calchera de Boro". Un rudere ristrutturato e trasformato in testimonianza di un mestiere antico, ormai scomparso da decenni. Realizzata nei primi del '900, questa struttura serviva alla produzione della calce, ottenuta attraverso la cottura della roccia calcarea. Un processo laborioso, che richiedeva un grande sforzo in termini di tempo e risorse, basti pensare che le rocce dovevano essere portate ad una temperatura di 800 gradi ed il fuoco doveva bruciare per giorni. Il forno poteva arrivare a funzionare anche per 6/8 giornate consecutive e necessitava di essere continuamente alimentato con fascine di 10 kg di legna ogni 3 minuti. Un lavoro intenso che poteva portare ad ottenere fino a 250 kg di calcare cotto. Veniva così prodotta la calce viva, base per la preparazione di malte per intonaci ed edilizia o per prodotti destinati all'agricoltura come il verderame.

 

Il forno della Calchera ed il rudere della struttura ad essa vicina

 

Ed è proprio vicino alla Calchera che si apre uno scenario suggestivo, protagonista delle nostre ultime foto. Un varco di rocce e muschio, che dopo le piogge, si anima di cascate e rivoli d'acqua. Un paesaggio affascinante e che sa regalare tranquillità, a pochi passi dalla strada. Ma forse bastano le immagini a descriverlo.

 

Le Gift Card CuoioVivo

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Abbiamo rinnovato completamente il nostro sito. Non per una semplice necessità o voglia di cambiamento, ma perché vogliamo cambiare il modo in cui raccontiamo il nostro lavoro a tutti voi.

Vogliamo mostrare cosa si cela davvero dietro ogni nostra creazione, far comprendere quanto tempo e quanta energia raccoglie ogni prodotto che esce dalla nostra Bottega, mostrare origini e caratteristiche della materia prima che lavoriamo, raccontandovi anche il nostro territorio, che ormai da tempo fa da cornice alle nostre opere in ogni foto ed ogni video che postiamo online.

Inoltre sarà più semplice ordinare i nostri prodotti, rendendo subito disponibile ogni nuovo modello di borsa, cintura o accessorio, e portando anche su internet la stessa esperienza che potete vivere in Bottega.